La Creatività come strumento per fare Innovazione

La Creatività come strumento per fare Innovazione

Quando si parla di creatività , qualunque sia il contesto, una delle prime cosa a cui si pensa sono le idee. Nel mondo del business le idee rappresentano l’asse portante di un’azienda.

Un’impresa nasce grazie ad un’idea dell’imprenditore; nuove idee sono poi necessarie per sviluppare l’attività, creare nuovi prodotti e trovare soluzioni per risolvere le criticità che quotidianamente si presentano.

Possiamo dunque affermare che un’azienda deve parte del proprio successo alla creatività delle persone che la compongono.

Ma cos’è la creatività? Esistono diverse definizioni, ma quella che vogliamo proporre noi è la seguente: ‘La creatività è il processo di unire vecchie e/o nuove idee per formare nuove combinazioni che soddisfino meglio un bisogno ’.

Questa definizione permette di fare alcune importanti riflessioni:

– la creatività è un’azione conscia e volontaria: dietro un atto creativo vi è sempre un’azione deliberata;

– le idee non devono necessariamente essere nuove: a volte basta prendere vecchie idee e guardarle da una prospettiva diversa;

– deve esserci un bisogno: deve esistere una motivazione che spinge ad essere creativi.

La creatività è quindi lo strumento necessario per fare Innovazione, cioè quella che secondo l’economista austriaco Schumpeter si concretizza nel momento in cui un’invenzione viene sfruttata economicamente nel mercato ed è quindi in grado di generare profitti.

Un messaggio fondamentale che vogliamo lanciare è il seguente: la creatività non è presidio di poche persone così dette ‘creative’ che hanno delle capacità innate, ma è qualcosa che può essere sviluppata e gestita sia a livello individuale che di gruppo.

Come si può sviluppare la creatività?

È importante sottolineare come la creatività sia molto diffusa nell’ uomo ed il problema sia quello di saperla sviluppare in modo corretto.

Esistono due modi per svilupparla:

1) Attraverso l’arricchimento delle proprie conoscenze ed esperienze:

– viaggi (soprattutto in paesi con culture differenti dalla nostra)

– contatti personali (soprattutto con i più giovani)

– coltivare degli hobby (che impegnino la mente in modo attivo)

– leggere libri e riviste

2) Applicando delle tecniche di creatività: queste tecniche si sono sviluppate soprattutto negli Stati Uniti e tra le prime iniziative spicca quella della General Electric che nel 1973 tenne il primo corso sulla creatività per giovani laureati.

Le tecniche possono essere di due tipi:

– tecniche di gruppo: le più utilizzate sono il Brainstorming e la Synectics

– tecniche individuali: come il ‘pensiero laterale’ approccio sviluppato dal Dott. E. De Bono dell’università di Cambridge, o le ‘mappe mentali’ che portano diversi benefici.

Naturalmente affinchè un soggetto possa esprimere la sua creatività sono necessarie altre importanti condizioni; innanzitutto in azienda deve esserci un’atmosfera positiva tra le persone, che favorisca lo sviluppo di nuove idee e soluzioni. In secondo luogo è fondamentale essere consapevoli del proprio potenziale ed avere il coraggio di proporre le proprie idee ed opinioni, esprimendo così la propria creatività.

Come può essere gestita la creatività?

Come qualsiasi processo aziendale, anche quello creativo deve essere gestito attraverso delle regole chiare e condivise.

In una sessione di creatività vi sono due fasi principali:

1) Fase divergente: consiste nella raccolta di idee e informazioni. In questa fase il gruppo deve dare ampio spazio alla fantasia con l’obiettivo di generare il maggior numero possibile di soluzioni (utilizzando le tecniche per sviluppare la creatività) e favorire la contaminazione tra le idee.

2) Fase convergente: è la fase in cui le idee e le soluzioni generate nella fase divergente vengono analizzate e selezionate attraverso alcune tecniche. Molto efficace è la matrice di Pugh che permette di individuare la soluzione migliore tramite delle valutazioni sulla base di alcuni criteri che vengono selezionati a seconda del contesto.

Un aspetto importante è che la creatività si integra bene con alcune metodologie utilizzate nell’approccio del Lean New Product Development come, ad esempio,

Il Quality Function Deployment (QFD). Il QFD prevede delle fasi in cui è fondamentale individuare delle soluzioni creative oppure è necessario generare una notevole quantità di soluzioni.

In questi casi le sessioni creative se ben eseguite possono essere molto produttive e portare a risultati significativi. Coinvolgono team interfunzionali così da favorire la contaminazione di idee e permettono di raggiungere l’obiettivo prestabilito con un metodo rigoroso.

Noi di GC&P siamo convinti che sviluppare e gestire la creatività con alcune delle metodologie descritte sia importante, non solo per aumentare le chance di individuare delle idee di prodotto/servizio innovative e vincenti, ma anche per portare benefici nelle persone che vengono coinvolte in queste attività: molto spesso si verifica un miglioramento del clima aziendale, con le persone che diventano più consapevoli del proprio potenziale e dunque più produttive.

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