Il Quality Function Deployment (QFD): La casa della Qualità

Il Quality Function Deployment (QFD): La casa della Qualità

Il processo di sviluppo prodotto in ottica Lean, presenta due macro fasi principali:

– il Front Load (nota anche come early stage nella definizione di R. Cooper nel modello Stage and Gate) che comprende le fasi della pianificazione di prodotto e della progettazione concettuale;

l’Execution che comprende le fasi di progettazione di massima e di dettaglio, la fase di test e di miglioramento ed infine il lancio in produzione.

Riteniamo che la fase più determinante sia quella di Front Load in quanto investire più tempo e risorse in questa fase permette di ridurre il così detto ‘rischio di mercato’, rappresentato dalla possibilità di non riuscire ad interpretare e rispondere alle esigenze dei consumatori, ma soprattutto di arrivare a stabilire delle corrette specifiche di prodotto, aumentando notevolmente le possibilità di sviluppare prodotti che saranno apprezzati dai clienti.

Tutto ciò non potrà che portare dei benefici:

– la fase di execution richiederà sicuramente un Lead Time inferiore in quanto precedentemente sono stati fissati degli obiettivi e delle priorità;

– vi sarà una riduzione del numero di modifiche o riprogettazioni nelle fasi a valle del processo (dove risultano più costose);

– una fase di execution più breve fa si che la definizione del concept ed un eventuale suo test avvengono a breve distanza dal lancio sul mercato.

Nella fase di Front Load ed in particolare nella progettazione concettuale vi è una fase in cui è necessario individuare i bisogni dei clienti.

Gli scopi per cui nel processo di sviluppo prodotto questa attività è fondamentale sono molteplici:

– realizzare un prodotto che sia focalizzato sui bisogni del cliente;

– fornire un aiuto concreto per le specifiche di prodotto

– individuare tutti i tipi di bisogni: espliciti, impliciti ma soprattutto latenti (soddisfando questi ultimi ci sono alte probabilità di essere innovativi)

Proprio in questa fase esiste un potente strumento che permette di raccogliere e tradurre i bisogni del cliente in linee guida (ovvero specifiche di prodotto) per il processo di progettazione e di produzione. Stiamo parlando del Quality Function Deployment (QFD), strumento nato verso la fine degli anni ‘60 in Giappone come sistema a garanzia della qualità focalizzato sui bisogni del cliente, per merito di Yoji Akao e di Shigeru Mizuno e che oggi vanta un’applicazione in quasi tutti i settori ( es. aerospaziale, manifatturiero, software, IT, chimico e farmaceutico, automobilistico, trasporti).

Questo strumento, riteniamo sia particolarmente interessante poiché si sposa perfettamente con il Lean Thinking ed in particolare con il primo principio della Lean, che impone di pensare al concetto di valore dal punto di vista del cliente (con il consumatore ed i suoi bisogni al primo posto). Inoltre una sua applicazione in azienda consente di ottenere ulteriori benefici in termini di:

– miglior comunicazione e coordinamento tra le diverse aree aziendali

– generare nuova conoscenza: il team al termine di un progetto avrà una conoscenza più approfondita del mercato, del prodotto (anche quello dei concorrenti) ma anche del processo di produzione e delle sue criticità

– definire Target Cost di prodotto

Oggi come oggi nonostante il QFD sia uno strumento di supporto al Total Quality Management (TQM), un modello organizzativo adottato dalle principali aziende leader mondiali, non riscontra un grande successo di applicazione nelle nostre PMI: difficile individuare una ragione precisa, ma sicuramente trattandosi di una metodologia che viene applicata in un contesto prevalentemente Lean, si può pensare che la causa principale sia una non conoscenza della metodologia da parte delle piccole medie imprese italiane, proprio perché sono ancora poche le imprese che sono state protagoniste di una trasformazione snella, soprattutto nell’ambito dello Sviluppo Prodotto, dove il QFD trova applicazione.

Il Quality Function Deployment viene applicato attraverso un approccio grafico denominato ‘Casa della Qualità’ (per la sua particolare forma) che riunisce una serie di tabelle in cui convergono, passo dopo passo, le informazioni necessarie allo sviluppo di un nuovo prodotto.

Per poter applicare questo strumento in azienda, devono essere ben chiari alcuni punti fondamentali:

– il cliente è la priorità di qualsiasi azienda;

– è necessario il coinvolgimento di tutte le principali funzioni aziendali;

– la metodologia deve essere applicata in modo corretto per poter essere efficace;

La Casa della Qualità è composta da 7 ‘stanze’ ciascuna delle quali adibita ad una precisa funzione:

Stanza 1: contiene le esigenze del cliente, il COSA bisogna fare. I bisogni possono essere di diversi tipi, espliciti, impliciti e latenti. L’output è la creazione dell’albero dei bisogni del cliente.

Stanza 2: è una matrice di ‘pianificazione’ in cui è richiesto di valutare i bisogni del cliente (individuati nella fase 1), di fare un benchmark tra il prodotto attuale dell’azienda ed i principali prodotti concorrenti (per capire come i prodotti attuali soddisfano i bisogni del cliente) ed infine porsi un obiettivo relativo alla soddisfazione dei singoli bisogni.

Stanza 3: in questa stanza vi sono le caratteristiche tecniche, le risposte che il prodotto può offrire ai bisogni del cliente. Rappresentano la ‘Voce dell’azienda’. Il team di sviluppo deve tradurre i bisogni del cliente in requisiti tecnici misurabili.

Stanza 4: è una matrice delle ‘relazioni e delle priorità’. In questa fase al team è richiesto di mettere in relazione i bisogni del cliente con le caratteristiche tecniche individuate, per capire quanto una caratteristica tecnica impatta su un singolo bisogno, individuando le priorità.

Stanza 5: in questa stanza troviamo la matrice delle ‘correlazioni’ caratteristiche – caratteristiche, in questa fase le caratteristiche tecniche individuate vengono confrontate per stabilire come interagiscono tra loro (positivamente o negativamente). Il livello di correlazione viene solitamente indicato da simboli a cui corrisponde un valore definito.

Stanza 6 e 7: nella stanza 6 si procede ad una valutazione delle caratteristiche tecniche. In questa fase è richiesto, tramite delle metodologie, di stabilire quali sono le caratteristiche rilevanti/critiche cui dare la priorità e individuare aree in cui è possibile fare innovazione (in particolare quando vi sono bisogni che non hanno alcuna relazione con le caratteristiche tecniche).

Successivamente dopo aver effettuato un benchmark delle caratteristiche tecniche dei principali prodotti concorrenti, si procede, nella stanza 7, con la definizione per ciascuna specifica dei target (con le rispettive unità di misura) da rispettare.

Nella nostra esperienza di applicazione del QFD in piccole e medie aziende possiamo dire con certezza che è fondamentale seguire fedelmente tutti i passi previsti dalla metodologia, senza deroghe di alcun tipo, coinvolgere fin dall’inizio e per tutta la durata del progetto le diverse aree aziendali. Ma soprattutto è fondamentale svolgere un’attività preliminare di formazione sul metodo in modo tale che tutte le risorse siano consapevoli dei risultati che si possono raggiungere con questo strumento.

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